Come tutte le feste ovviamente non manca nessuno, dall'Arcivescovo e la sua " ovvia " lettura dell'omelia, ai politici e miltari di turno, messi in bella evidenza sul palco ( tralascio quanto mi raccontava, facendomi sorridere, un ragazzo di nome Emanuele, posto accanto a me...), per aggiungere i futuri seminaristi, che con le vesti bianche sono candidati al presbiterato...
Abbiamo coloro che vivono ai margini dell’ambito parrocchiale, sia familiare che istituzionale in genere e tutti quegl'atri che desiderano essere compagni di viaggio accanto a loro, organizzando processioni, preghiere, accompagnamento per le persone sofferenti...Come in tutte le feste, in segno di devozione e ringraziamento da ovunque si presentano ad assistere alla cerimonia.
Queste manifestazioni diventano anche un momento per i negozianti, per tenere aperti i propri negozi e cercare, almeno sotto queste feste, di poter vendere la propria merce, ogni occasione è buona... anche 2000 anni fa, nel Tempio di Gerusalemme, Gesù scacciava i famosi mercanti che con le proprie bancarelle vendevano e compravano di tutto...
Ecco che tutto torna come prima, ognuno riprende a passeggiare, a discutere dei problemi quotidiani, di dove trascorrere la serata, di quello che ci si aspetta l'indomani nel proprio posto di lavoro...; comunque anche questa festa è volata via..., lasciando ad ognuno di loro la stessa indifferenza cui ormai siamo abituati, nessun vero coinvolgimento e senza quella passione che ci si aspetterebbe dopo aver trascorso un momento religioso intimo e fortemente toccante...



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